Un sogno oltre l’inaspettato.

Dopo aver partecipato al percorso Ultra di Geogravel Tuscany - Le strade Grigie, Edvinas Underavicius racconta il suo viaggio - anche notturno - dove la fatica incontra la meraviglia del paesaggio.

La GeoGravel Tuscany – Le Strade Grigie è una di quelle esperienze che si trasformano in viaggio: tra polvere, colline, silenzi e incontri. Un percorso che attraversa la Toscana più autentica e che, per chi sceglie la distanza Ultra, diventa una vera avventura.
Per Edvinas Underavicius, arrivato dalla Lituania, affrontare il percorso Ultra in modalità non-stop è stato proprio questo: un viaggio quasi irreale dentro paesaggi che fino a quel momento aveva visto solo sullo schermo.

Il richiamo della Toscana
Quando gli si chiede cosa lo abbia spinto a partecipare alla GeoGravel Tuscany - Le strade Grigie, la risposta arriva semplice e spontanea.
“La motivazione più grande era proprio la Toscana» racconta. «E poi la distanza Ultra. Mi sembrava qualcosa di impegnativo, ma allo stesso tempo gestibile.”
Per molti ciclisti stranieri, pedalare qui è quasi un sogno: le strade che tagliano in due le colline, l’atmosfera poetica, i filari di cipressi, i colori di un quadro. Ma viverle davvero, in sella a una bici gravel, cambia completamente la prospettiva.L’atmosfera della partenza
Una volta arrivato a Pomarance, Edvinas ha capito subito che quella gara sarebbe stata qualcosa di speciale.
Il borgo medievale pieno di biciclette, l’energia dei partecipanti e di Paolo Bettini, l’atmosfera che si respira prima della partenza sono tutte cose che lo hanno colpito profondamente.
“Vedere così tanti ciclisti nello stesso posto è stato davvero emozionante. E mi ha fatto molto piacere vedere anche molti giovani coinvolti nelle attività prima della gara. Prima dello start abbiamo ricevuto tanto supporto dagli organizzatori e dal pubblico. È stata una motivazione enorme per iniziare.”Pedalare attraverso la meraviglia.
Durante la gara, le emozioni sono arrivate quasi naturalmente, chilometro dopo chilometro.
“Per la maggior parte del tempo mi sentivo felice” dice, “motivato e pieno di energia grazie ai paesaggi della Toscana. Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la sensazione quasi irreale di pedalare dentro luoghi che fino a quel momento avevo visto solo in televisione.

Anche nei momenti più duri, quando la fatica si fa sentire e le gambe iniziano a pesare, qualcosa cambia nella mente. È proprio lì che l’esperienza assume un significato diverso, più profondo.
“Non rende le cose più facili fisicamente, ma mentalmente succede qualcosa. È quasi come essere dentro un sogno.”

Pedalare di notte.
Scegliere il percorso Ultra significa accettare una sfida particolare: affrontare la corsa pedalando, chilometro dopo chilometro, fino a entrare inevitabilmente nella notte. Ed è proprio lì che la gara cambia completamente volto.
“Faceva freddo e a volte era anche un po’ spaventoso, soprattutto nelle discese.”
Intorno, poi, c’è il silenzio dei boschi. Un silenzio profondo, rotto solo dal rumore delle ruote sulla ghiaia o da qualche suono lontano che arriva da dentro la vegetazione. L’oscurità avvolge tutto e la sensazione è quella di essere completamente immersi nella natura, senza altri punti di riferimento se non la luce della propria bici. Per Edvinas è stata anche una scoperta personale.
“Ho capito che pedalare di notte nei boschi mi mette un po’ di paura” racconta sorridendo. “E continuavo a chiedermi: ma in Toscana ci sono i lupi?”La sfida delle salite
Se la notte ha portato emozioni nuove, la vera sfida fisica è stata un’altra: le salite. Per un ciclista che arriva dalla Lituania, dove il territorio è quasi completamente pianeggiante, le colline toscane rappresentano qualcosa di completamente diverso.
“La parte più difficile sono state sicuramente le salite”, spiega. “Da noi è tutto piatto, quindi per me è stata davvero dura.”
Le pendenze si susseguono senza tregua e costringono a cambiare ritmo continuamente, mettendo alla prova gambe e resistenza. Eppure è proprio questa fatica a rendere speciale la GeoGravel Tuscany - Le Strade Grigie: pendenze una dopo l’altra, paesaggi che cambiano di continuo e la sensazione di attraversare una Toscana più autentica e selvaggia.

Il ricordo più forte
Tra tutte le immagini della gara, ce n’è una che Edvinas porta con sé più delle altre: il momento in cui è arrivato al Piazzone dopo aver completato il primo giro. Non se lo aspettava, ma appena è arrivato la gente presente si è avvicinata spontaneamente per incoraggiarlo. “Le persone che erano alla festa si sono radunata intorno a me per incoraggiarmi”, racconta. È stato un momento semplice e naturale, ma allo stesso tempo molto potente. Per qualche istante la fatica è passata in secondo piano e quell’energia condivisa gli ha dato una carica nuova. “Mi hanno dato una spinta incredibile. Grazie a loro ho trovato la motivazione per andare avanti e completare l’Ultra senza fermarmi.”

Tornare sulle Strade Grigie.
Alla fine della storia, la domanda arriva quasi spontanea: rifaresti l’Ultra? La risposta di Edvinas è immediata. “Sì, sicuramente.” Questa volta però con un piccolo cambiamento in mente. “La prossima volta cercherei di farlo tutto di giorno, per godermi ancora di più la natura e i paesaggi. Questa parte d’Italia è davvero un gioiello.”
E proprio pensando a chi sogna di affrontare per la prima volta la distanza Ultra della GeoGravel Tuscany - Le Strade Grigie, Edvinas lascia anche un consiglio semplice e molto diretto. “Non pensate troppo che sia una distanza troppo lunga o troppo dura. Alla fine è solo questione di tempo.” Secondo lui la cosa più importante è partire con lo spirito giusto e con un minimo di preparazione pratica: “Se decidete di farla senza fermarvi, portate vestiti caldi per la notte e tanta acqua. Per me avere una camel bag è stata una grande idea.”

Ma più di tutto c’è un messaggio che gli sta a cuore. “Partite, pedalate e godetevi l’atmosfera e quello che vi circonda.”
Perché qui, alla fine, il viaggio conta spesso molto più della distanza.